ADDIO A DON ANDREA PICCIRILLO


Ho saputo della scomparsa del caro don Andrea Piccirillo, un sacerdote di molte virtù, disponibile sempre all'ascolto, che si è speso nella donazione agli altri: per me un caro amico. Pur essendo di Portico amava molto la città di Marcianise ove era una presenza costante nelle varie chiese cittadine di entrambe le diocesi che spesso lo chiamavano per le vare funzioni o per sostituzioni, in quanto non era parroco. La sua testimonianza di sacerdote l'ha spesa nei tribunali ecclesiastici e, soprattutto nell'insegnamento, a contatto con i ragazzi sia delle medie, sia delle scuole superiori. Al Liceo Scientifico "Federico Quercia" di Marcianise è stato docente di religione appezzato dai colleghi e amato dai suoi allievi. Di temperamento molto riservato e discreto aveva una insospettata profonda sensibilità che esprimeva soprattutto nei suoi versi raccolti in un volume pubblicato nel 2003 "Lontani dal padre", con una prefazione molto bella di Salvatore Brillantino. Quel volume recensii in un articolo comparso sul Mattino che qui di seguito trascrivo.

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Lontani dal Padre di Andrea Piccirillo

LA DIFFICILE MISSIONE DEI PRETI

Li vediamo in mezzo a noi e li crediamo diversi. Noi uomini del dubbio: essi quelli delle certezze. Ci rivolgono parole di ammonimento, ci illustrano la verità e crediamo per questo che siano gli uomini delle sicurezze assolute, sicché a loro ci rivolgiamo per attenderci una parola che illumini, un gesto che consoli, un esempio da seguire.

Poi a volte ci accorgiamo che nemmeno loro hanno quello che vogliamo, che sono uomini come noi, che vivono sul versante di una frontiera difficile da percorrere, come coinvolti un destino comune.

Le certezze nemmeno loro le hanno, ma hanno una fede e la volontà di testimonianza in nome di qualcuno. Sono i preti e raramente pensiamo a loro come uomini fragili, come angosciati ricercatori di senso. Chi legge i testi che un sacerdote di Portico, don Andrea Piccirillo, giudice presso il tribunale regionale della Sacra Rota, ha tirato fuori dal cassetto a quarant’anni dalla loro composizione e pubblica in bella veste con il titolo Lontani dal Padre, con una illuminante prefazione di Salvatore Brillantino, scopre quanto macerata e ansiosa sia la ricerca e come la testimonianza sia difficile, anche per un prete.

Certo la fede non vacilla, ma la ragione si interroga e il silenzio di Dio e l’avanzata del male, della superficialità, dell’egoismo pongono interrogativi angoscianti cui don Andrea non si sottrae. Perché, o Signore?/ Perché tanti fratelli nostri sono stati così tragicamente stroncati?/ Perché nella notte?/ Perché, perché…?, scrive con straziata umanità all’indomani della tragedia del Vajont.

Ma la risposta di Dio latita e di fronte al problema del male Dio tace e il suo silenzio sconcerta, quando la marea dell’ingiustizia raggiunge il culmine e l’insidia della dispe-razione sembra fare capolino tra lo scetticismo dei tanti.

Altrove invece è la dimensione personale a prevalere come in questa confessione della solitudine del prete che sconta il dramma della mancata paternità. Così gli dicono i figli che non avrà mai: E insieme mi hanno gridato, chiedendomi con voci interrotte dal pianto/ perché sarebbero rimasti sempre nient’altro che il nulla. E quel loro grido ha fatto vibrare la mia carne, che li desiderava (…) E ho sofferto, o Signore, nel mio cuore per non poterli soddisfare.

Qui a parlare è la lacerata umanità, che rende ancora più credibile l’accettazione della rinuncia a diventare padre nella carne di pochi figli, per esserlo, in altro modo, di molti. E nel pianto ti ho detto: sì, o Signore.

Salvatore Delli Paoli

“Il Mattino”, 18.10.2003, anno CXII, n. 286, p. 36 (edizione di Caserta) ora in Salvatore Delli Paoli, Marcianise e Terra di Lavoro. La vita culturale e sociale. Scritti, Saggi, Articoli 1976-2017, Fonti e Studi per la Storia di Marcianise e di Terra di Lavoro, Marcianise 2018, Libritalia Edizioni, pp. 238-239.

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